11.06.21

La nuova disciplina IVA delle vendite a distanza intra UE

Dal 1° luglio 2021 le vendite a distanza di beni in ambito intracomunitario a destinazione di “privati consumatori” (c.d. rapporti "Business to Consumer", in breve "B2C") saranno soggette a un nuovo regime impositivo IVA.

Fino a tale data, per tali vendite, l’imposizione avviene nello Stato membro di destinazione dei beni, purché le vendite effettuate nel singolo Stato membro siano superiori a una determinata soglia annua, con il duplice obiettivo di:

- evitare che, per i beni venduti tramite la particolare modalità del commercio a distanza, gli acquisti di privati consumatori vengano deviati a favore degli Stati membri che applicano aliquote più basse;

- assicurare condizioni eque di concorrenza tra gli Stati membri.

In particolare, ai sensi dell’art. 41, co. 1, lett. b), D.L. 331/1993, si considerano non imponibili in Italia le cessioni in base a cataloghi, per corrispondenza e simili, di beni diversi da quelli soggetti ad accisa, spediti o trasportati dal cedente o per suo conto nel territorio di altro Stato membro nei confronti di cessionari ivi non tenuti ad applicare l’imposta sugli acquisti intracomunitari e che non hanno optato per l’applicazione della stessa. Affinché operi il principio di tassazione nel Paese di destinazione, le vendite a distanza devono essere effettuate da un operatore che abbia superato una predeterminata soglia annua; in caso contrario, l’IVA è dovuta nel Paese di origine, cioè in quello del cedente (per noi quindi in Italia), salvo l’opzione per la tassazione nel Paese di destinazione. Ai fini dell’imposizione nel Paese di destinazione, l’art. 41 prima citato richiede che le cessioni effettuate nello Stato membro del cessionario siano superiori, nell’anno precedente e/o nell’anno in corso, a 100.000 euro, ovvero all’eventuale minore ammontare stabilito da tale Stato a norma dell’articolo 34, DirettIVA2006/112/CE.

Disciplina applicabile dal 1° luglio 2021

Viene ora prevista un’unica soglia di 10.000 euro complessivi, al netto dell’IVA, da intendere come comprensiva di tutte le vendite a distanza intracomunitarie di beni e di tutte le prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici effettuate in tutti gli Stati membri diversi da quello di stabilimento del fornitore.

Se, nel corso dell’anno, il predetto limite viene superato si rientra nella tassazione a destinazione; in caso contrario, e sempreché il fornitore non opti per l’imposizione nello Stato membro di destinazione, la cessione è interna allo Stato membro di origine, da dove i beni partono a destinazione del cessionario.

L’imposta si applica secondo il principio di destinazione soltanto a partire dalla cessione che ha determinato il superamento della soglia.

Al fine di evitare che il fornitore che superi la soglia annua di 10.000 euro debba aprire una posizione IVA in ciascuno Stato membro di destinazione dei beni oggetto di vendita a distanza, viene estesa la facoltà di applicazione del regime speciale MOSS (Mini One Stop Shop) già previsto per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici, che nella normativa IVA italiana è disciplinato dall’articolo 74-sexies, D.P.R. 633/1972.

Dal 1° luglio 2021, il MOSS viene trasformato in OSS (One Stop Shop), cosicché – aderendo a tale sistema – il fornitore non dovrà più identificarsi ai fini IVA in ogni Stato membro in cui l’operazione è soggetta a IVA a seguito del superamento della soglia, ma potrà dichiarare e versare l’imposta dovuta sulle vendite a distanza in un unico Stato membro, cioè quello di stabilimento (Italia) o, nel caso del fornitore extra UE, quello scelto per l’identificazione ai fini del regime speciale.

Al pari dell’attuale regime MOSS, anche nel regime OSS UE opera l’esonero dagli obblighi di fatturazione, registrazione e dichiarazione IVA annuale, dovendo essere presentata soltanto una dichiarazione trimestrale entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre, nella quale vanno indicati, tra le altre informazioni:

- l’ammontare delle vendite a distanza intracomunitarie di beni, distintamente per ciascuno Stato membro in cui l’imposta è dovuta e suddiviso per aliquote, al netto dell’IVA;

- le aliquote applicate in relazione allo Stato membro in cui l’imposta è dovuta;

- l'ammontare dell’IVA, suddiviso per aliquote, spettante a ciascuno Stato membro in cui l’imposta è dovuta.

Le eventuali rettifiche vanno effettuate in una dichiarazione successiva, da presentare entro 3 anni, con indicazione dello Stato membro di consumo, del periodo d’imposta e dell’importo dell’imposta in relazione ai quali sono richieste le modifiche.

L’Agenzia delle Entrate ha già predisposto le funzionalità telematiche che consentono ai soggetti passivi, residenti e non residenti, che intendono aderire al regime speciale, di effettuare la registrazione online.