08.01.21

Finanziaria 2021: crediti d’imposta e misure a sostegno delle imprese

Nuove modalità di fruizione del credito d’imposta investimenti in beni strumentali

La disciplina innovativa del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali contenuta nella Legge di Bilancio 2021 e nel nuovo piano Transizione 4.0 è caratterizzata da tempistiche di fruizione accelerata ed anticipata dell’agevolazione. Le nuove modalità di fruizione si applicheranno esclusivamente agli investimenti effettuati a decorrere dal 16.11.2020 fino al 31.12.2022, inclusi gli investimenti effettuati dal 01.01.2023 al 30.06.2023 che siano stati validamente prenotati entro il 31.12.2022.

Il credito d’imposta relativo agli investimenti in beni materiali ed immateriali strumentali nuovi “non 4.0” è riconosciuto alle imprese ed agli esercenti arti e professioni:

- per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021 nella misura del 10% del costo  (elevata al 15% per gli investimenti in lavoro agile) e nel limite massimo di costi ammissibili pari ad € 2 milioni;

- per gli investimenti effettuati nel 2022, nella misura del 6% del costo e nel limite massimo di costi ammissibili pari ad € 2 milioni.

Il credito d’imposta relativo agli investimenti in beni materiali “Industria 4.0”, compresi nell’Allegato A alla L. 232/2016, è riconosciuto alle sole imprese:

- per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021, nella misura del 50% per la quota di investimenti fino ad € 2,5 milioni, del 30% per gli investimenti fra € 2,5 e 10 milioni e del 10% per gli investimenti fra € 10 e 20 milioni di euro;

- per gli investimenti effettuati nel 2022, nella misura del 40% per la quota di investimenti fino ad € 2,5 milioni, del 20% per gli investimenti fra € 2,5 e 10 milioni e del 10% per gli investimenti fra € 10 e 20 milioni di euro.

Per gli investimenti relati ai beni immateriali (generalmente software) compresi nell’Allegato B alla L. 232/2016, il credito d’imposta è riconosciuto alle sole imprese per tutto il periodo agevolato nella misura del 20% del costo e nel limite massimo di costi ammissibili pari ad € 1 milione.

Il credito d’imposta è utilizzabile nelle seguenti modalità:

- è utilizzabile in compensazione mediante F24;

- spetta, ed è qui la novità, in tre quote annuali di pari importo;

- per i soggetti con ricavi o compensi inferiori ad € 5 milioni che hanno effettuato investimenti in beni materiali ed immateriali “ordinari”, quindi “non 4.0”, dal 16.11.2020 al 31.12.2021 spetta in un’unica soluzione;

- nel caso di investimenti in beni “ordinari” è utilizzabile a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni, mentre per gli investimenti in beni “Industria 4.0” a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione;

- per i beni “Industria 4.0” di costo unitario superiore a 300.000 € è richiesta una perizia asseverata da un tecnico, negli altri casi è sufficiente un’attestazione del legale rappresentante, e l’invio di una comunicazione preventiva al Ministero dello Sviluppo Economico (ad oggi la modulistica  non è ancora stata definita, si resta in attesa di tali documenti per gli investimenti del 2021, così come chiarito con avvertenza del 29.12.2020 da parte del Ministero stesso).

Infine, come più volte ricordato, nella fattura di acquisto dei beni deve essere riportato il riferimento normativo dell’agevolazione (“Bene agevolabile ai sensi dell’art. 1 co. 184-197 della L. 160/2019 e successive modifiche”).

Credito d’imposta per ricerca, sviluppo ed innovazione

Viene prorogato dal 2020 al 2022 il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologia 4.0 ed in altre attività innovative, con alcune modifiche in merito alla misura dell’agevolazione:

- per le attività di ricerca e sviluppo il credito d’imposta spetta nella misura pari al 20% della relativa base di calcolo e nel limite massimo di € 4 milioni;

- per le attività di innovazione tecnologia il credito d’imposta spetta in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, o al 15% in caso di innovazioni inerenti la transizione ecologica o di innovazioni digitali 4.0, e nel limite massimo di € 2 milioni;

- per le attività di design ed ideazione estetica il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10% della relativa base di calcolo e nel limite massimo di € 2 milioni.

Il credito d’imposta è utilizzabile:

- esclusivamente in compensazione mediante modello F24;

- in tre quote annuali di pari importo ed a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione;

- subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti.

I costi agevolabili restano quelli della disciplina previgente, ovvero: spese per il personale dipendente e dei collaboratori coordinativi; spese sostenute nei confronti di Università, centri di ricerca, start-up innovative, imprese e professionisti; spese per materiali necessari alla realizzazione di prototipi; acquisto di privative industriali e per le quote di ammortamento delle attrezzature da laboratorio.

Credito d’imposta per la formazione 4.0

 Viene prorogato al 2022 il credito d’imposta per la formazione 4.0, con ampliamento dei costi ammissibili. Nello specifico, per gli anni 2021 e 2022, il credito d’imposta è concesso:

- per progetti di formazione nelle tecnologie abilitanti del piano Transizione 4.0;

- nella percentuale fra il 30% ed il 50% dei costi sostenuti in funzione della dimensione d’impresa, con incremento al 60% nel caso di lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati;

- relativamente alle seguenti spese: costo del personale impiegato in attività formativa (sia in veste di discente e sia in veste di docente o tutor), costi di esercizio diretti al progetto di formazione (spese viaggio, materiali e forniture, ammortamento), costi per servizi di consulenza connessi.

Resta ammissibile, ad incremento diretto del credito d’imposta entro il limite di 5.000 €, la spesa sostenuta per adempiere l’obbligo di certificazione contabile da parte delle imprese non soggette ex lege a revisione legale dei conti.

Infine, il principale punto di forza del credito d’imposta formazione 4.0 rispetto alle altre misure del piano Transizione 4.0 è la facoltà di fruizione in un’unica soluzione (esclusivamente in compensazione), non essendo prevista dalla normativa una ripartizione in “n” quote annuali.

Credito d’imposta per investimenti pubblicitari

Viene prorogato al 2022 il regime “straordinario” del credito d’imposta per investimenti pubblicitari. Nello specifico, per gli anni 2021 e 2022, il credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari è concesso:

- ad imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali;

- nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati su giornali e quotidiani periodici, anche in formato digitale, non quindi su radio e TV;

- entro il limite masso di € 50 milioni per ciascun anno.

Ulteriore sostegno alla liquidità delle imprese

La Legge di Bilancio 2021 ha previsto diversi interventi per sostenere la liquidità delle imprese, di seguito i più significativi:

- i finanziamenti fino ad € 30.000, garantiti al 100% dal Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, possono ottenere, su richiesta esplicita dell’impresa finanziata, una durata di 15 anni (in luogo dei 10 anni prima previsti);

- l’intervento straordinario in garanzia di Sace viene prorogato fino al 30.06.2021;

- vengono prorogate dal 31.01.2021 al 30.06.2021 le moratorie concesse alle PMI (le quali interessano, fra l’altro, anche i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale);

- vengono sospesi sino al 31.01.2021 i termini di scadenza relativi a vaglia cambiari, cambiali ed altri titoli di credito che ricadono nel periodo 01.09.2020-31.01.2021.