12.09.16

Verifiche dell’Agenzia delle Entrate sull’inerenza degli acquisti

Una nuova metodologia di controllo viene ora utilizzata dall’Agenzia delle Entrate – anche di Udine – per individuare acquisti potenzialmente non inerenti l’attività svolta dal contribuente sottoposto a verifica.

Incrociando la notevole mole di dati ottenuti grazie allo spesometro (il vecchio elenco clienti-fornitori), l’Ufficio individua i fornitori che, per propria tipologia di attività, appaiono “anomali”, chiedendo di esibire copia delle fatture ricevute.

A titolo d’esempio, la fattura di un prosciuttificio può apparire anomala rispetto ad un‘attività di autotrasporto, mentre del tutto pertinente rispetto ad un’attività di ristorazione.

Si tratta in ogni caso di semplice indizio e la fattura potrebbe esser del tutto inerente; serve però grande attenzione nel raccogliere ogni documento utile in tal senso, soprattutto se pensiamo ad omaggi alla clientela ed a spese di rappresentanza.

Nei casi di nostra esperienza, a fronte di attività di commercio, sono state selezionate le fatture relative a ristoranti, alberghi, pasticcerie, aziende vinicole, prosciuttifici, commercio al dettaglio di elettrodomestici, di articoli di valigeria, di lampadari e così via.

Le verifiche da ultimo avviate interessano ora l’annualità 2013.