21.01.2

Ritenute e compensazioni in appalti/subappalti

A decorrere dal 01.01.2020 è previsto che i soggetti residenti in Italia che:

affidano il compimento di opere o servizi di importo complessivo annuo superiore a € 200.000 a un’impresa,

- tramite contratti, di appalto o subappalto, caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo,

devono richiedere all’impresa appaltatrice/affidataria e alle imprese subappaltatrici, copia dei modd. F24 relativi al versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente/assimilatitrattenute dall’impresa ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera/servizio.

Entro i 5 giorni successivi a quello di scadenza del versamento le imprese appaltatrici e subappaltatrici (queste ultime anche all’azienda appaltatrice) devono quindi trasmettere su richiesta del committente a quest’ultimo:

- copia delle deleghe di versamento;

- un elenco nominativo di tutti i lavoratori, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione dell’opera/servizi commissionati, con il dettaglio delle ore lavorate, l’ammontare della retribuzione corrisposta collegata a tale prestazione e il dettaglio delle ritenute fiscali operate nei confronti dei singoli lavoratori, con indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente.

La soglia di € 200.000, al superamento della quale scattano gli obblighi di controllo da parte del committente, deve essere verificata tenendo conto della somma dell’importo annuo dei singoli contratti.

L’Agenzia delle Entrate ha già precisato che, in presenza di più contratti, il predetto limite va riferito alla somma dell’importo annuo dei singoli contratti, e se la somma di tali contratti supera la soglia di € 200.000, la nuova disciplina va applicata in relazione a tutti i contratti stipulati e ancora in essere nel momento in cui la soglia è superata.

Si può essere esclusi dai nuovi obblighi qualora le imprese appaltatrici/subappaltatrici, nell’ultimo giorno del mese precedente a quello di ciascuna scadenza, siano in possesso di una certificazione di regolarità fiscale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate (una sorta di Durf – Documento unico di regolarità fiscale).

Nel caso in cui, entro 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento delle ritenute, sia maturato il diritto a ricevere corrispettivi dall’impresa appaltatrice/subappaltatrice e questa non abbia trasmesso al committente i mod. F24 e le informazioni relative ai lavoratori impiegati o risulti l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute fiscali, il committente deve sospendere, finché perdura l’inadempimento, il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa appaltatrice fino a concorrenza del 20% del valore complessivo dell’opera/servizio ovvero per un importo pari alle ritenute non versate rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa, dandone comunicazione entro 90 giorni alla competente Agenzia delle Entrate.

In caso di inottemperanza ai predetti obblighi il committente è tenuto al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice/subappaltatrice per la corretta determinazione delle ritenute e per la corretta esecuzione delle stesse, nonché per il tempestivo versamento, senza possibilità di compensazione.