18.07.17

Novità della “Manovra Correttiva”

È stato convertito in legge e pubblicato sulla G.U. il D.L. n. 50/2017, contenente la c.d. “Manovra correttiva”; segnaliamo qui le novità fiscali di più immediato impatto, dopo aver atteso in verità alcuni giorni per meglio comprendere il contenuto delle nuove norme.

Termini per l’esercizio della detrazione IVA e della registrazione delle fatture

Il termine per esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA a credito coincide ora con quello di invio della dichiarazione IVA, relativa all’anno in cui il diritto è sorto.

La Manovra correttiva interviene anche in merito al termine di registrazione delle fatture, facendo sorgere in proposito parecchi inutili dubbi interpretativi.

Posto che nella normale prassi amministrativa l’IVA viene detratta solo previa registrazione della fattura di acquisto,  possiamo ora affermare che per poter detrarre l’IVA delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali datate 2017, le stesse dovranno essere annotate negli appositi registri entro il 30.04.2018 (termine di presentazione della dichiarazione IVA del 2017).

Le nuove disposizioni si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse a decorrere dal 01.01.2017. Pertanto, per le operazioni di acquisto effettuate nel 2015 e nel 2016 per le quali il diritto alla detrazione, alla data di entrata in vigore del decreto, non era ancora stato esercitato, trovano applicazione le vecchie disposizioni. Ne deriva che il termine di detrazione/registrazione:

- per le fatture emesse nel 2016, è il 30.04.2019 e

- per le fatture emesse nel 2015, è il 30.04.2018.

Visto di conformità per compensazione di crediti tributari superiori ad € 5.000

È confermato che i contribuenti che intendono utilizzare in compensazione “orizzontale” i crediti annuali per importi superiori a € 5.000, devono richiedere l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito.

In sede di conversione del D.L. n. 50/2017 l’obbligo di apposizione del visto di conformità è stato esteso anche alle richieste di compensazione del credito IVA trimestrale (mod. IVA TR).

Il visto deve essere apposto già con riguardo al credito IVA del secondo trimestre 2017  la cui richiesta di rimborso deve essere presentata entro il 31.07.2017.

L’Agenzia delle Entrate ha già approvato in data 04.07.2017 il nuovo modello IVA TR e le relative istruzioni specificando che il limite di € 5.000 annui, è “riferito all’ammontare complessivo dei crediti trimestrali maturati nell’anno d’imposta”. Al computo del limite, pertanto, concorre anche il credito IVA relativo al primo trimestre.

Se ad esempio è già stato compensato un credito IVA di € 3.000, relativo al primo trimestre 2017, l’obbligo di apposizione del visto di conformità scatta qualora si abbia intenzione di compensare un credito IVA, maturato nel secondo trimestre 2017, superiore a € 2.000.

Il visto di conformità è inoltre necessario per compensare un qualsiasi importo a titolo di credito IVA relativo al secondo trimestre 2017, qualora il soggetto interessato avesse già superato, con il credito relativo al primo trimestre 2017, la soglia dei € 5.000 entro la quale la compensazione è possibile senza apposizione del visto.

In caso di utilizzo del credito senza apposizione del visto di conformità o con visto apposto da soggetti non abilitati l’Ufficio provvede al recupero del credito utilizzato, maggiorato di interessi e sanzioni.

È altresì confermata la soppressione del limite annuo (€ 5.000) che obbligava i soggetti IVA all’utilizzo dei servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline) per la compensazione del credito IVA nel mod. F24: l’utilizzo in compensazione nel modello F24 va effettuato utilizzando i predetti servizi telematici dell’Agenzia indipendentemente dal relativo importo.

Estensione dell’applicazione dello “split payment "

Il decreto ha ampliato la platea dei “destinatari” del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. split payment), ora individuati in:

- tutte le amministrazioni pubbliche che applicano le norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria;

- tutte le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, e dagli enti pubblici territoriali (oltre 2.000 società);

- le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

Viene inoltre estesa l’applicazione di tale meccanismo anche alle operazioni effettuate dai lavoratori autonomi, ai quali ora oltre alla trattenuta alla fonte non sarà corrisposta l’IVA.

Spacciata quale strumento per la lotta all’elusione fiscale, è a nostro parere una norma semplicemente vergognosa; per tutti i fornitori di imprese pubbliche o quotate - inibiti dal poter recuperare direttamente l’IVA pagata a fronte dei propri acquisti – ciò comporterà un gigantesco drenaggio di liquidità, secondo le stime pari ad almeno 5.800 milioni di euro.

La norma ha avuto efficacia dal 01.07.2017, senza nessun rispetto dei termini minimi per l’entrata in vigore (60 gg dalla data di pubblicazione in G.U.) previsti dallo Statuto del contribuente, generando tra gli operatori una tale indecisione che ha portato all’invio di questionari ai propri clienti.

Viene infine già annunciato un nuovo decreto che modificherà ancora i criteri di individuazione delle Pubbliche Amministrazioni soggette alla disciplina dello split payment in qualità di acquirenti:  in poche parole, una gran confusione!

Ad ogni modo, per “facilitare” l’individuazione di tali soggetti sono stati pubblicati sul sito internet del MEF appositi elenchi, reperibili cliccando sul seguente link.

Gli elenchi sono ben quattro e sarà quindi necessario ricercare per ognuno di questi file se l’azienda cliente sia o meno soggetta alla disciplina in esame. E’ auspicabile che per “facilitare” davvero l’individuazione dei soggetti coinvolti venga creato un database per una ricerca più agevole o che, perlomeno, venga messo a disposizione dei contribuenti un elenco unico e non un “puzzle”.

Pagamenti superiori a € 1.000 con modello F24 - privati non titolari di partita IVA

Per i soggetti non titolari di partita IVA non è più in vigore l’obbligo del pagamento F24 telematico per i pagamenti superiori ad € 1.000 privi di compensazioni. Pertanto per i contribuenti persone fisiche non titolari di partita IVA è possibile presentare il modello F24, anche con saldo superiore ad € 1.000, purché non contenga compensazioni, anche in modalità cartacea presso un qualsiasi sportello degli agenti della riscossione, delle banche o degli uffici postali.

Scadenze fiscali: Settembre 2017

Entro il 18.09.2017 dovrà essere inviato:

- lo spesometro relativo al primo semestre del 2017;

- la comunicazione dati IVA relativa al secondo trimestre 2017.