02.08.18

Locazioni a canone concordato

Per i contratti di locazione a canone concordato “non assistiti”, ai fini del riconoscimento delle relative agevolazioni fiscali, è necessaria un'attestazione, rilasciata da almeno una delle organizzazioni rappresentative della proprietà edilizia e dei conduttori, che confermi la rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’accordo territoriale.

Con la risoluzione 31/E/2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito alla necessità o meno dell’attestazione, specificando che la stessa non è necessaria:

- per i contratti di locazione a canone concordato stipulati prima dell’entrata in vigore del decreto, e quindi entro il 14.03.2017;

- per i contratti di locazione a canone concordato aventi ad oggetto immobili ubicati in zone in cui non risultano stipulati Accordi territoriali dalle Organizzazioni Sindacali e dalle Associazioni degli inquilini e dei proprietari che abbiano recepito le previsioni dettate dal decreto. Pertanto, se l’immobile concesso in locazione è situato in un Comune con riferimento al quale non risulta “adeguato” l’accordo territoriale, anche laddove il contratto a canone concordato sia stato stipulato dal 15.03.2017, ai fini della fruizione dei benefici fiscali, non è necessario acquisire l’attestazione.

Le agevolazioni fiscali previste per i contratti a canone concordato consistono:

- nell’applicazione dell’aliquota ridotta del 10% invece che nella misura ordinaria del 21% in caso di opzione, da parte del locatore, per il regime della cedolare secca;

-  nell'ulteriore riduzione del 30%, rispetto a quella del 5% o del 25%, dei canoni di locazione da dichiarare ai fini del calcolo del reddito imponibile IRPEF del proprietario;

-  nella riduzione del 30% del corrispettivo annuo ai fini della determinazione della base imponibile per l’applicazione dell’imposta proporzionale di registro;

-  nella detrazione IRPEF maggiorata prevista per il conduttore;

-  nell’abbattimento del 25% dell’aliquota IMU e TASI fissata dal Comune.

Nella risoluzione l’Agenzia ha altresì affermato che, in sede di registrazione del contratto, non sussiste comunque alcun obbligo di allegare l’attestazione. Ciò in quanto l’adempimento non è imposto né dal decreto né dalle previsioni dettate dal Testo unico dell’imposta di registro. L’allegazione dell’attestazione è solo opportuna al fine di documentare la sussistenza dei requisiti necessari per fruire dell’agevolazione prevista ai fini dell’imposta di registro (assunzione del corrispettivo annuo nella misura del 70%).

Qualora le parti decidano di procedere comunque all’allegazione dell’attestazione, la registrazione di quest’ultima non sarà soggetta né all’imposta di registro né all’imposta di bollo.