08.11.18

Le novità del c.d. Decreto fiscale

Il 23.10.2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 119/2018 (c.d. “Decreto fiscale”).  Le novità contenute nel testo normativo in esame possono essere così sintetizzate.

Fatturazione elettronica, termini di emissione e registrazione della fatture:

per il primo semestre 2019 non sono applicate sanzioni se la fattura elettronica è trasmessa entro il termine per la liquidazione periodica IVA. La sanzione è invece ridotta all’80% se la fattura è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo.

Dopo il primo semestre, la fattura deve essere emessa entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione, e nella fattura deve essere indicata la data di effettuazione dell’operazione.

Le fatture emesse devono essere annotate nell’apposito registro entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione stessa. Non devono essere più numerate progressivamente le fatture (elettroniche) ricevute attraverso il SdI.

Infine, il diritto alla detrazione IVA può essere esercitato in relazione a tutti i documenti ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo.

La norma stabilisce altresì che tale possibilità non è però ammessa per le operazioni effettuate in un anno di imposta le cui fatture di acquisto sono ricevute nell’anno successivo. In tale evenienza l’imposta può essere detratta nell’anno di ricezione del documento o al più tardi entro il 30/4 dell’anno successivo.

Pertanto, l’IVA relativa ad un acquisto che sarà effettuato nel mese di dicembre 2018 potrà essere portata in detrazione già nella liquidazione di dicembre soltanto se la fattura sarà ricevuta entro il 2018.

Definizioni agevolate con il Fisco:

Definizione agevolata dei PVC

Il Decreto Fiscale prevede la possibilità di definire il contenuto integrale dei PVC consegnati entro il 24.10.2018 per i quali, alla predetta data, non è stato ancora notificato l’avviso di accertamento o ricevuto l’invito al contradditorio.

La definizione permette al contribuente di pagare soltanto gli importi dovuti a titolo d’imposta (non sono dovuti interessi e sanzioni).

Le somme dovute possono essere versate anche con un piano rateale di un massimo di 20 rate trimestrali di pari importo, ma è esclusa la compensazione con i crediti disponibili.

Ai fini di perfezionare la definizione il contribuente deve:

- presentare un’apposita dichiarazione al fine di regolarizzare le violazioni constatate, entro il 31.05.2019 con le modalità che verranno stabilite da uno specifico Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

- versare in unica soluzione, o la prima rata, degli importi dovuti entro il 31.05.2019.

Definizione agevolata degli avvisi di accertamento

E’ prevista la definizione agevolata, con il pagamento degli importi dovuti a titolo d’imposta, senza alcun pagamento di sanzioni e interessi, per:

- gli avvisi di accertamento, di rettifica e di liquidazione e gli atti di recupero, notificati entro il 24.10.2018, non impugnati e ancora impugnabili a tale data;

- le somme contenute negli inviti a contradditorio notificati entro il 24.10.2018;

- il perfezionamento della definizione degli accertamenti con adesione sottoscritti entro il 24.10.2018.

E’ ammesso il pagamento rateale (massimo 20 rate trimestrali), sebbene sia esclusa la compensazione.

La definizione si perfeziona con il versamento in unica soluzione, o della prima rata, entro il 23.11.2018.

Definizione dei carichi affidati all’Agente della Riscossione (c.d. “rottamazione-ter”)

Sono riaperti i termini per la c.d. “rottamazione-ter”, ossia la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 01.01.2000 al 31.12.2017.

La possibilità di estinguere il debito, senza sanzioni e interessi, effettuando il pagamento integrale o rateale, riguarda le somme affidate all’Agente della riscossione a titolo di capitale, interessi, aggi, rimborsi di spese per procedure esecutive/notifica della cartella di pagamento.

Le domande di accesso alla “rottamazione-ter” devono essere presentate dai contribuenti entro il 30.04.2019, mediante apposito modello messo a disposizione dall’Agente della Riscossione.

Entro il 30.06.2019 l’Agente della Riscossione comunicherà l’ammontare delle somme dovute e le scadenze delle rate richieste.

Le somme dovute possono essere rateizzate in un massimo di 10 rate semestrali aventi scadenza il 31.07 e il 30.11 di ogni anno a partire dal 2019; nel caso di pagamento rateale sono dovuti gli interessi al tasso del 2%.

Gli importi dovuti devono essere versati in unica soluzione/prima rata entro il 31.07.2019.

La “rottamazione-ter” è consentita anche per debiti relativi a carichi oggetto di precedente dichiarazione di definizione (“rottamazione” e “rottamazione-bis”) per la quale il debitore non ha rispettato il termine di versamento dell’unica rata o rate del piano di dilazione decadendo dal beneficio della definizione agevolata.

Per i soggetti che avevano aderito alla c.d. “rottamazione-bis” e che provvedono, entro il termine differito al 07.12.2018, all’integrale pagamento delle rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018 non ancora versate, è previsto l’accesso automatico alla “rottamazione-ter” con conseguente differimento automatico dell’importo residuo ancora dovuto, il cui versamento va effettuato in 10 rate consecutive di pari ammontare con scadenza il 31.7 e il 30.11 di ogni anno, a decorrere dal 2019.

Anche in questo caso sarà l’Agente della riscossione ad inviare al debitore, entro il 30.06.2019, un’apposita comunicazione, con importo dovuto/nuove scadenze.

Quanto dovuto può essere compensato con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili relativi a somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica amministrazione.

Estinzione dei debiti fino a € 1.000

È previsto dal DL in esame l’annullamento automatico in data 31.12.2018 dei debiti al 24.10.2018 di importo residuo inferiore a 1.000, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti da carichi affidati all’Agente della riscossione dal 01.01.2000 al 31.12.2010, anche se riferiti a cartelle oggetto della rottamazione-ter.

Quanto versato fino al 23.10.2018 resta definitivamente acquisito, mentre le somme versate dal 24.10.2018 sono imputate alle rate da corrispondere relativamente ad altri debiti inclusi nella definizione agevolata anteriormente al versamento ovvero, in mancanza, a debiti scaduti/in scadenza. In mancanza anche di questi ultimi, tali somme sono rimborsate.

Definizione agevolata delle liti pendenti

Le controversie tributarie possono ora essere definite con il pagamento di un importo pari al valore della controversia, con stralcio, quindi degli importi dovuti a titolo di interessi ed eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato.

La definizione agevolata è attivabile per ogni lite pendente in qualsiasi grado di giudizio, compreso quello in Cassazione; qualora nell’ultima pronuncia giurisdizionale depositata entro il 24.10.2018, sia soccombente l’Agenzia delle Entrate, le controversie possono essere definite con il pagamento:

- del 50% del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado;

- del 20% del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado.

La definizione si perfeziona con la presentazione della domanda e con il pagamento degli importi dovuti o della prima rata entro il 31.05.2019. In caso di importi superiori a € 1.000 è consentito il pagamento rateale in un massimo di 20 rate trimestrali. Il pagamento delle rate successive alla prima scade il 31.08, 30.11, 28.02, 31.05 di ciascun anno a partire dal 2019; sulle rate successive alla prima vanno applicati gli interessi legali calcolati dal 01.06.2019 alla data del versamento.

Dichiarazione integrativa “speciale”

Il Decreto fiscale prevede la possibilità per i contribuenti di correggere errori od omissioni ed integrare le dichiarazioni fiscali presentate fino al 31.10.2017  presentando una dichiarazione integrativa c.d. “speciale” e pagando:

- un’imposta sostitutiva applicando sul maggior imponibile IRPEF o IRES un’aliquota pari al 20% ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive alle imposte sui redditi, dei contributi previdenziali e dell’IRAP;

- un’imposta sostitutiva determinata applicando sulle maggiori ritenute un’aliquota pari al 20%;

- l’aliquota media per l’IVA.

La dichiarazione in esame può essere presentata fino al 31.05.2019 e il pagamento delle somme dovute deve essere effettuato in un’unica soluzione, entro il 31.07.2019, ovvero in dieci rate a scadenza semestrale a partire dal 30.09.2019.

Per il pagamento degli importi dovuti è esclusa la compensazione.

La dichiarazione integrativa “speciale” può essere presentata per importi non superiori ad € 100.000 annui e comunque entro il limite del 30% di quanto dichiarato. Nel caso di imponibile dichiarato inferiore ad € 100.000 è comunque ammessa l’integrazione fino ad € 30.000.

La dichiarazione integrativa non può essere presentata per attività detenute all’estero.

Ulteriori presupposti per accedere alla “pace fiscale al 20%” sono quelli di:

- aver regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi per gli anni dal 2013 fino al 2017 (se dovuta);

- non aver avuto formale conoscenza di attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie.