20.09.16

Fondo di integrazione salariale (Fis)

Con circolare Inps n. 176/2016 viene disciplinato il Fondo di Integrazione Salariale (FIS) che offre una tutela in costanza di rapporto di lavoro a dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti.
I Fondi di integrazione salariale (FIS) sono diretti alle aziende nei settori del terziario/commercio e si tratta di strumenti riconducibili per alcuni aspetti alla già nota Cassa integrazione ordinaria o straordinaria ovvero al contratto di solidarietà, questi ultimi utilizzabili fino ad oggi solo da aziende industriali.

I destinatari della norma sono i datori di lavoro con un organico medio pari almeno a 5 unità ed il computo dimensionale deve essere riferito alla media occupazionale del semestre precedente, inoltre le prestazioni del Fondo sono rivolte a tutti i lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti, con una anzianità aziendale di almeno 90 giornate.
In linea di principio le prestazioni del Fondo di integrazione salariale si potranno attivare per far fronte a momenti di crisi aziendale al fine di evitare licenziamenti ovvero per gestire situazioni impreviste, riportiamo di seguito le due differenti tipologie di intervento possibili:

L’Assegno di solidarietà per le aziende con più di 5 dipendenti
L’assegno di solidarietà è una prestazione il cui obiettivo è quello di evitare in tutto o in parte licenziamenti collettivi o individuali plurimi; sarà necessario un accordo sindacale e la riduzione di orario concordata non può essere superiore al 60% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile per i lavoratori interessati.
L’istanza va presentata alla sede INPS territorialmente competente entro 7 giorni dalla data dell’accordo sindacale e può essere concesso per un massimo di 12 mesi in un biennio mobile.

L’assegno ordinario solo per le aziende con più di 15 dipendenti
L’assegno ordinario trova la propria ragion d’essere in causali specifiche quali ad esempio :
- situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, escluse intemperie stagionali;
- situazioni temporanee di mercato;
- riorganizzazione aziendale;
- crisi aziendale, senza cessazione dell’attività produttiva.
Anche in questo caso va presentata un'istanza alla sede INPS competente non prima di 30 giorni e non oltre il termine di 15 giorni dall'inizio della sospensione o della riduzione di orario.
La durata massima dell’intervento è di 26 settimane in un biennio mobile.

La misura sia dell’assegno di solidarietà sia dell'assegno ordinario è calcolata in maniera del tutto analoga alle prestazioni di Cassa integrazione, ovvero l’80% dello stipendio con i seguenti massimali:
- 914,96 euro se la retribuzione di riferimento è pari o inferiore a 2.102,24 euro;
- 1.099,70 euro se la retribuzione di riferimento è superiore a 2.102,24 euro.

Il fondo di integrazione salariale viene alimentato da un contributo aggiuntivo che le aziende sono tenute a versare mensilmente con le seguenti modalità:
Per le aziende con organico oltre i 15 dipendenti:

- 0,65 % della retribuzione imponibile ai fini previdenziali di cui 0,43% a carico del datore di lavoro e 0,22% a carico dei lavoratori (già in vigore).
Per le aziende con organico da 5 e fino a 15 dipendenti:

- 0,45 % della retribuzione imponibile ai fini previdenziali di cui 0,30% a carico del datore di lavoro e 0,15% a carico dei lavoratori. Essendo la norma entrata in vigore il 1 Gennaio 2016 le trattenute ed il versamento (finora non effettuato in quanto solo oggi disciplinato dall'istituto) potrà essere regolarizzato entro il 16 dicembre 2016, mentre da Ottobre 2016 in poi sarà ricompreso nella contribuzione da versare con cadenza mensile.
Per quanto riguarda i versamenti di cui sopra lo studio si occuperà dei relativi conteggi e predisposizione delle deleghe F24.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.