12.04.19

Editoriale

Novità normative: tra necessità, obbligo, opportunità e prevenzione per le imprese

Il 16 marzo sono entrate in vigore alcune norme del così detto nuovo Codice della Crisi, che coinvolgono indistintamente tutti gli imprenditori, sia individuali che societari. In particolare, è stato modificato l’art. 2086 del codice civile che ora prevede che:L'imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”,

mentre l’art. 3 del nuovo Codice al co. 1 recita: “L’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte”.

Concetti non sempre facili, che se non del tutto sconosciuti per le grandi imprese, rappresentano per la maggior parte delle aziende, per lo più a gestione familiare e non abituate a prevedere eventi, un cambiamento epocale, che le costringe a introdurre strumenti e tecnicismi di previsione che non sono abituate a predisporre!

Da questo nuovo obbligo si può cogliere l’opportunità per fare quello che la buona prassi di gestione aziendale indica, ovvero dotarsi di regole, procedure e controlli per rilevare tempestivamente la crisi e monitorare la continuità aziendale che la norma prevede debba essere garantita di sei mesi in sei mesi.

Lo Studio è a disposizione della clientela per approfondire la tematica e per predisporre quanto necessario ma soprattutto utile alla stessa per contemperare l’obbligo a proprio beneficio.