08.11.18

Editoriale

Imprenditori e banche: come parlarsi e capirsi

La crisi iniziata nel 2008 e le nuove direttive europee in materia di credito hanno determinato profondi e irrevocabili cambiamenti nel rapporto banca-impresa, soprattutto nell’accesso al credito.

I nuovi standard europei richiesti per la concessione del credito (che in gergo vanno sotto il nome di AQR - Asset quality reviews) creeranno le condizioni strutturali per reinterpretare le politiche creditizie con uno sforzo reciproco di entrambe le parti.

Noi di Arkimede siamo consapevoli che il credito è elemento essenziale per la crescita delle imprese e abbiamo il dovere di accrescere la cultura organizzativa e gestionale delle imprese nostre clienti, di promuovere la consapevolezza che tutto il processo del credito viene incentrato sulla valutazione prospettica e non più sui dati del passato o solo sulle garanzie e siamo pronti ad  affiancare gli imprenditori nei percorsi decisionali in materia finanziaria.

Oggi la finanza d’impresa svolge un ruolo di fondamentale importanza: le piccole imprese hanno esigenze di coperture finanziarie esattamente come le grandi, ma hanno, anche, bisogno di capire da dove nascono i flussi finanziari che consentono di utilizzare, al meglio, il capitale investito e i finanziamenti ricevuti e, soprattutto, devono convincersi che anche per le PMI la predisposizione di piani industriali attendibili, assumerà un ruolo centrale, nei rapporti tra banche e imprese, per valutare il merito di credito e le potenzialità di successo nel medio e lungo termine.

Di fatto, al di là di tecnicismi e di standard, il nuovo contesto normativo richiederà di adeguarsi in modo strutturale e di investire nella qualità dei rapporti, per diminuire la distanza tra impresa e banca.