09.07.18

Editoriale

Nel corso dell’audizione in Commissione Finanze alla Camera del 4 luglio 2018, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha fornito i dati relativi alla prima rottamazione delle cartelle Equitalia, che, al termine dei pagamenti rateali, avrà portato nelle casse 8.200 milioni di euro.

Una cifra importante, anche se confrontata con il totale delle entrate dello Stato, che nel 2017 sono state pari a 455.717 milioni di euro.  Di queste, il 54% per imposte sui redditi, il 28,4% per IVA, il 7,1% per accise su carburanti, gas ed energia elettrica, il 5,2% sui “vizi” (tabacchi e giochi d’azzardo). La differenza - 5,3% - per imposta di registro, ipotecarie-catastali, concessioni governative, tasse automobilistiche, canoni TV ed altro. Solo per memoria, il debito pubblico al 31.12.2017 ammontava a 2.263.000 milioni di euro, quasi cinque volte “il fatturato”.

Sono però mancati all’appello ben 9.600 milioni sui 17.800 per i quali era stata presentata la domanda di rottamazione; soprattutto tra i grandi debitori, cioè chi al netto di sanzioni e interessi doveva al Fisco oltre 100 mila euro.  Uno su due alla fine ha scelto di non pagare, probabilmente perché i tempi comunque brevi concessi dalla rateazione non sono stati sufficienti per reperire la necessaria liquidità.

Qualcuno ha anche chiesto al Direttore notizie in merito a nuove ipotesi di “pace fiscale”; non poteva che dire che non sono argomenti sui quali spetti all’Agenzia delle Entrate rispondere.

Ma per i grandi numeri sopra esposti, sarei più propenso a scommettere su di un imminente condono piuttosto che sul vincitore dei mondiali di calcio 2018!  Dico che vincerà la Francia, tanto non perdo nulla…