02.08.18

Editoriale

Ecco perché l’Italia (per alcuni) è un paradiso fiscale…

Il passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus è la notizia del momento, di questa estate e forse - non me ne voglia il presidente Trump - del recente passato. L’annuncio dell’acquisto del calciatore ha catalizzato l’attenzione dei media, dei fanatici del calcio, degli appassionati sportivi, attirato l’attenzione dei curiosi e delle persone che pur disinteressate alla vicenda sono state loro malgrado informate da giornali, radio, tv o internet. Persino gli operai dello stabilimento FCA di Melfi (Potenza), di fronte al costo spropositato dell’operazione, si sono sentiti in dovere di “indignarsi” promuovendo due giorni di sciopero. Appunto, il costo dell’operazione, in euro: 100 mln per l’acquisto, 17 milioni per commissioni e contributo di solidarietà, 60 milioni per lo stipendio annuo al calciatore per quattro anni di contratto, sommano 357 mln. Il calciatore, oltre al compenso annuo che percepirà dalla Juventus (30 mln netti), incasserà 40 mln dalle sponsorizzazioni per un totale di 70 mln all’anno. Pur non condividendo nei presupposti la protesta degli operai di Melfi, il fatto che uno sportivo, quand’anche il più bravo nella sua disciplina, guadagni quanto 4.000 operai del comparto metalmeccanico non può non far riflettere sui modelli etici e culturali che guidano la nostra società.

Certo, si può sempre obiettare che è il “mercato” a guidare le scelte degli operatori economici e a fissare i prezzi di beni, servizi e lavoro. Va anche detto, però, che le “regole” del mercato le scrivono i nostri governanti. Giustappunto, è noto come il calciatore abbia patteggiato il pagamento di una somma di circa 19 mln di euro al governo spagnolo, per gli anni 2014-17, per aver ceduto i suoi diritti d’immagine a società con sede nelle Isole Vergini Britanniche. In Italia non correrà questo rischio. Grazie al regime fiscale dei neo residenti introdotto dalla legge di stabilità del 2017 (Governo Renzi) sconterà un’imposta forfettaria di 100.000 euro annui sui redditi di fonte estera, quali sponsorizzazioni, dividendi, interessi, capital gain, nonché sulla tassazione dell’intero patrimonio detenuto all’estero, che per i “normali” cittadini comporta una patrimoniale annua dello 0,2% sulle attività di natura finanziaria e dello 0,76% sui beni immobili. Si vocifera che il patrimonio del calciatore supera i 300 mln di euro…