26.03.2

Decreto “Cura Italia” – Indennità di 600 euro per autonomi e imprese

Come evidenziato in precedente informativa, il decreto “Cura Italia” ha riconosciuto un’indennità, non imponibile ai fini IRPEF, pari a 600 euro a determinate categorie di soggetti, sia esercenti attività economiche in forma autonoma, sia lavoratori parasubordinati e subordinati. L’indennità è stata riconosciuta per il solo mese di marzo 2020, ma potrebbe essere estesa per ulteriori periodi in relazione al prolungarsi dell’emergenza sanitaria. La misura interessa i seguenti soggetti:

- liberi professionisti titolari di partita IVA attiva al 23 febbraio 2020 (compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo) e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;

- lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO ovvero artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata INPS;

- lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il primo gennaio 2019 ed il 17 marzo 2020, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente al 17 marzo 2020;

- operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo;

- lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, che risultino non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente al 17 marzo 2020.

Le indennità non sono tra loro cumulabili e non sono riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza.

Con messaggio del 26.03.2020 l'INPS ha comunicato che la richiesta delle indennità dovrà avvenire esclusivamente in modalità telematica mediante utilizzo di una delle seguenti credenziali:

- PIN dispositivo rilasciato dall’INPS;

- SPID di livello 2 o superiore;

- Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE);

- Carta Nazionale dei Servizi (CNS) anche nota come Smart Card.

Quanto al PIN dispositivo rilasciato dall'INPS, al fine agevolare l’accesso al canale telematico è stata prevista una modalità semplificata per compilare e inviare le specifiche domande previo inserimento della sola prima parte del PIN, ricevuto via SMS o e-mail, dopo averlo richiesto tramite portale (clicca qui) o Contact Center (numero verde 803 164 gratuito da rete fissa oppure 06 164 164 da rete mobile). Una volta ricevute (via SMS o e-mail) le prime otto cifre del PIN potranno essere immediatamente utilizzate in fase di autenticazione per la compilazione e l’invio della domanda.

I servizi di invio delle domande, precisa l'INPS sul suo sito istituzionale, saranno operativi nei prossimi giorni.

N.B. In attesa dell’intervento esplicativo dell’INPS che dovrebbe dettagliare i soggetti che potranno beneficiare di detta indennità, si può supporre che la stessa possa riguardare anche gli amministratori non iscritti ad altra gestione previdenziale nonché i collaboratori famigliari, i soci lavoratori di società di persone e di società di capitali regolarmente iscritti alla gestione commercianti ed artigiani. Consigliamo pertanto i Sig.ri Clienti di dotarsi quanto prima di una delle quattro credenziali sopra elencate, suggerendo il ricorso al PIN rilasciato dall'INPS o allo SPID qualora già disponibile.