21.03.2

Decreto ” Cura Italia” – Come gestire le chiusure aziendali e le riduzioni dell’attività lavorativa

A far data dal 23 marzo 2020, sull'intero territorio nazionale, sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell'allegato 1 al DPCM del 22.03.2020 stesso, che fa specifico riferimento ai codice attività ATECO (per approfondimenti cfr. nostra circolare del 23.03.2020).

In ogni caso, alle imprese le cui attività sono sospese per effetto del decreto, è consentito completare le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza; sarà comunque sempre possibile lavorare in modalità smartworking.

Il decreto Cura Italia ha introdotto diverse misure a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese. Tra le misure, si prevedono anche tutele a sostegno del reddito per la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa, mediante l’utilizzo esteso della cassa integrazione che, a seconda dei settori produttivi, assume nomi e procedure differenti.

Gli strumenti a disposizione, molto simili tra loro, sono:

1. per il settore INDUSTRIA ed EDILE la CASSA INTEGRAZIONE con causale COVID 19;
2. per il settore TERZIARIO, TURISMO, PROFESSIONALE con più di 5 dipendenti il FONDO DI INTEGRAZIONE SALARIALE con l'assegno ordinario;
3. per il settore ARTIGIANO il FONDO FSBA;
4. per tutti gli altri settori con meno di 5 dipendenti e per il settore AGRICOLO, la CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA.

La domanda e tutti gli adempimenti per accedere ai vari ammortizzatori saranno predisposti dallo studio (in sinergia con le associazioni datoriali laddove l'azienda sia iscritta) e potrà essere presentata, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, per una durata massima di 9 settimane (anche non consecutive).

E' bene sottolineare che oltre all'ordinaria modalità di erogazione delle prestazioni, tramite anticipazione da parte del datore di lavoro in busta paga e successivo "recupero a credito” con Mod. F24 a seguito di autorizzazione Inps, sarà possibile chiedere il pagamento diretto al lavoratore dall'ente erogatore (per il fondo FSBA e CIG in DEROGA è obbligatorio).  Quest'ultima opzione potrà comportare pertanto periodi di incasso più lunghi per il lavoratore.

Tutti gli ammortizzatori prevedono un erogazione pari all' 80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore non lavorate e comunque in nessun caso superiore ai seguenti importi mensili (supponendo che un lavoratore sia sospeso dal lavoro per l’interno mese):

- € 998,18 lordi (se il dipendente ha una retribuzione mensile di riferimento uguale o inferiore a € 2.159,48 lordi);
- € 1.199,72 lordi (se il dipendente ha una retribuzione mensile di riferimento superiore a € 2.159,48 lordi);

La richiesta dell'ammortizzatore sociale è consigliata a tutte quelle attività che hanno una riduzione o sospensione dell'attività produttiva in quanto, si ritiene essere strumento di flessibilità per la gestione delle assenze giornaliere, tenendo presente che i lavoratori potranno essere anche collocati in ferie e/o permessi come raccomandato dal DPCM dell'11 marzo.

Ulteriori strumenti per la gestione delle assenze sono rappresentati dai congedi parentali ma anche dal nuovo congedo straordinario pari al 50% della retribuzione, per un periodo massimo di 15 giorni, per i lavoratori che abbiano figli con età inferiore a 12 anni e che dovrà essere richiesto dal lavoratore.

Tenuto conto sia degli strumenti a disposizione sia delle diverse realtà aziendali è opportuno concordare preventivamente con i nostri Consulenti del lavoro, Davide Modonutti e Tania Barnaba, la strategia migliore da adottare al fine di ottenere il miglior modello gestionale possibile.

Lo studio rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento si renda necessario