18.12.19

Dal 1° gennaio 2020 diventa obbligatoria l’iscrizione al VIES

La direttiva 2018/1910/UE, modificando la disciplina degli scambi intracomunitari, ha previsto che dal 1° gennaio 2020 l'inserimento del numero di identificazione IVA dell'acquirente comunitario nella banca dati VIES costituisca una condizione sostanziale per l'applicazione del regime di non imponibilità IVA

Il VIES (VAT Information Exchange System) è un sistema di scambio automatico di informazioni fra le amministrazioni finanziarie degli Stati membri UE e l'iscrizione concerne non solo i soggetti che intendono effettuare acquisti e cessioni intracomunitarie di beni ai sensi degli art. 38 e 41 del D.L. 331/93, ma anche coloro che effettuano o ricevono prestazioni di servizi intracomunitarie soggette ad IVA nel Paese di destinazione. 

L'avvenuta inclusione nella banca dati, generalmente richiesta in sede di apertura della partita IVA, può essere verificata sull'apposita sezione dedidaca sul sito web della Commissione Europea (clicca qui). Lo stesso servizio è utilizzato per verificare la validità del numero identificativo IVA del cessionario o committente comunitario.

In caso di fatturazione in regime di non imponibilità in assenza dell'iscrizione sarà applicabile la sanzione per omessa/irregolare fatturazione (dal 90% al 180% del tributo).

In maniera speculare, l'emissione della fattura in regime di non imponibilità da parte del cedente comunitario non dovrebbe avvenire se questi non rinverrà nel VIES il numero di partita IVA del cessionario nazionale, e l'operazione dovrà avere luogo mediante assolvimento del tributo nel Paese di origine. Da ciò consegue che il cessionario italiano non dovrà, in assenza di iscrizione, procedere alla doppia annotazione nei registri, pena la sanzione per indebita detrazione (pari al 90% dell'IVA detratta).